bolle di sapone


da una stella danzante



domenica, ottobre 18, 2009

c'era una volta un uomo

che viveva in un paese che non esisteva

e così,

il giorno in cui si perse...

hai voglia a chiedere informazioni...

"scusi per andare a..."

e

"sa mica la strada per..."

ma cosa seguisse ad "a" o a "per"

non lo sapeva bene neanche lui...

e così,

si ritrovò a vivere in un mondo

che non conosceva,

ma, soprattutto,

che non riconosceva,

finché un giorno,

stanco di passeggiare

per strade e sentieri

che gli regalavano solo malinconia

del mondo altrove,

si sedette in riva a un fiume

a guardare la superficie dell'acqua...

era limpida,

e ad un pesce che passava proprio lì,

in quel punto, in quel momento,

chiese:

"scusa pesce,

sai mica la strada per..."

fu un attimo...

i suoi occhi,

smisero di guardare il fondo

e si concentrarono

sulla superficie dell'acqua...

sul riflesso...

"me"

disse in un fil di voce,

mentre una lacrima consapevole

cadeva nell'acqua

a fare cerchi concentrici...

"sai mica la strada per me?"

scritto da foil | 22:04 (permalink) | commenti (2) | vola verso l'alto...


mercoledì, aprile 08, 2009

ogni giorno,

una piccola parte di me,

muore...

ogni giorno,

una piccola parte di me,

nasce...

e in questo minimo soffio,

che sottovoce chiamo ciclo di vita,

fluttuo...


scritto da foil | 23:58 (permalink) | commenti (9) | vola verso l'alto...


lunedì, dicembre 01, 2008
un giorno,

quando tutto questo

quando tutto questo sarà finito

proverò ad appoggiarmi

ad appoggiarmi e riposare

senza avere altra paura

di non essere stato abbastanza

aperto

al mondo che bussava

che spingeva alla mia porta

troppo fragile per resistere

al vento

che soffia

come stanotte...

eppure io,

cocciuto,

ho richiuso quella porta,

rimesso i chiavistelli al loro posto

(ferro nel ferro),

stretto i pugni,

mentre gli occhi pian piano

mi si riempivano di lacrime:

scie di sale,

letti di cristalli

che furono già fiumi...

scritto da foil | 23:41 (permalink) | commenti (10) | vola verso l'alto...


venerdì, novembre 21, 2008
uno stormo di uccelli neri

sullo sfondo di un cielo bianco

quasi pare voglia nevicare

scritto da foil | 11:54 (permalink) | commenti (3) | vola verso l'alto...


giovedì, ottobre 09, 2008
per chi ancora passa di qua

a cercare foglioline

e per chi si trova

a passare per caso...


se vi va,

in questo periodo

mi trovate più facilmente qui:


http://www.flickr.com/photos/ciaopimpa/


ma non è detto che qui sia finita eh?


;)

scritto da foil | 16:21 (permalink) | commenti (7) | vola verso l'alto...


martedì, settembre 02, 2008
lui non c’era

ma già a dire che non c’era

forse si potrebbe dire che c’era...

E se vi sembra poco,

vorrà dire che è molto,

già è tanto trovare uno spazio piccolino

nei fiumi che siete diventati...

e poi anche una fogliolina

(tanto per dirne una)

a guardarla al microscopio

è tutto l’universo, no?

Io chiudevo gli occhi

e viaggiavo fino a lì


e posso giurarvi che c’era

Mi somigliava un po’ forse,

è vero,

Sarà che avevo usato

tutta la fantasia nel viaggio


Eh già,

dritto del tutto non era stato...

Curve

Controcurve

Tornanti e ritornanti

Avevo fatto persino un otto

Incredibile a dirsi:

Un fiocco di strade

E di certo non tutte d’asfalto

Anzi...

A trovarne una sola bituminosa

ci voleva la lente d’ingrandimento

e anche a cercare me,

forse,

Eh sì,

mi nascondevo, piccolino,

ai margini di tutte le cose del mondo

sìsì,

anche di te...

scritto da foil | 13:25 (permalink) | commenti (2) | vola verso l'alto...


venerdì, giugno 13, 2008
a differenza di me

che non sento alcun urgenza,

che non vedo alcun motivo

per andare di fretta,

che se il tempo passa

lascio che passi

e che scorra

senza darmene troppo conto


c'è un mondo


che ama la velocità,

accorciare i tempi,

trovare un diversivo,

che oppure ci si ammala di noia

o di paranoia da fuga senza meta


c'è un mondo


dove la punteggiatura segue una regola

invece di provare a seguire i pensieri

  (come sempre troppo
veloci e sfuggenti)

dove i codici sono maiuscoli e imperativi

e tutto è finalizzato a


e beh,


io mi diverto

a divergere

e sorrido


scritto da foil | 12:43 (permalink) | commenti (8) | vola verso l'alto...


mercoledì, marzo 12, 2008

poggiò la testa sul cuscino

era stanco,

tanto,

qualcuno avrebbe detto troppo...

lui, tanto per cambiare,

non sapeva dire nulla di certo,

neanche (e soprattutto) di se stesso...

volgeva solo lo sguardo

un po' più in la,

come a voler cogliere qualcosa

a cui non sapeva dare nome...

fino a che una lacrima,

piano piano,

scivolava giù...

allora chiudeva gli occhi,

ma solo per qualche istante

e nel buio che creava,

vedeva la lacrima

rallentare la sua corsa...

cadere piano,

sempre di più,

fin quasi a fermarsi...

era il tempo giusto

perché il suolo mutasse di consistenza

fino a diventare terra

arata ma arida...

solchi,

dove una piccola lacrima,

cadendo,

regalava ancora

una nuova speranza di vita...

scritto da foil | 00:54 (permalink) | commenti (9) | vola verso l'alto...


giovedì, dicembre 27, 2007
amore mio,

chiudi gli occhi e dormi

ché un'altra nuvola non passa...

siediti sulle spalle della notte

appoggia la schiena

sulla siepe giù a sinistra

e dormi...

io devo andare

mi chiamano le voci

mi cercano le mani...

forse domani tornerò,

forse non tornerò più...

è presto per potertelo dire,

ma cercami, se vuoi,

tra qualche tempo,

là,

dove ti raccontai,

sotto l'albero,

nella infinita distesa di sabbia...

ricordi?

io riposerò alla sua ombra

aspettando che il mare

mi sfiori le ginocchia...

tu intanto dormi,

dormi amore mio,

il sole

è troppo basso

per poterti carezzare...

scritto da foil | 18:45 (permalink) | commenti (3) | vola verso l'alto...


giovedì, novembre 08, 2007

soltanto amore

dalla finestra accanto,

è solo un attimo,

riempie tutto il tempo...

scritto da foil | 17:55 (permalink) | commenti (5) | vola verso l'alto...


sabato, ottobre 06, 2007

seduto sopra ad un sasso

dormiva

o quasi

rischiando di andare all'indietro

ma il capo pesante in avanti

cadeva

e gli occhi in un attimo apriva

ripreso da strani torpori

ciondolando

come una molla il collo

e chi lo osservava rideva

magari

lui invece restava in silenzio

e sempre in silenzio sognava

un sogno anche senza colori

non voli o cadute improvvise

ma timido e quasi sommesso

sognava di un uomo su un sasso

che forse col capo un po' basso

sognava di un bel materasso


scritto da foil | 08:23 (permalink) | commenti (6) | vola verso l'alto...


lunedì, settembre 03, 2007
vieni prima quest'anno

autunno,

se non fosse per il caldo

che non ti somiglia

non me ne sarei nemmeno accorto...

ma ci sono i tuoi alberi rossi

i tuoi rami senza foglie

a ricordarmelo...

sarà lunga

primavera a venire quest'anno...

gli alberi sono troppo scuri

per svegliarsi...

l'inverno sarà tronchi bianchi

come di caldo carbone

nei camini accesi...

mentre più sotto,

un candido manto,

ricopre le foglie e la terra,

quasi sembra cenere,

forse è solo neve...

scritto da foil | 21:13 (permalink) | commenti (7) | vola verso l'alto...


lunedì, luglio 02, 2007
"manca qualcosa sai?"

"sì,

me n'ero accorto...

ma ho fatto finta di non saperlo..."


"e ti è costato molto?"

"no,

è accaduto in maniera naturale

come se nulla di più facile

fosse mai avvenuto...

hai presente l'acqua?

ecco...

sembrava acqua..."


"allora non fa male?"

"no,

ma è come guardare

una distesa di azzurri

che digradano lontano

e tu sai che lei è lì...

al di là

di tutte le montagne del mondo

di tutti i mari della terra

e si confonde

con la lontananza..."

scritto da foil | 02:04 (permalink) | commenti (10) | vola verso l'alto...


mercoledì, giugno 13, 2007

c'era una volta un uomo

(o una donna, fate voi)

che dimenticava tutto

ma proprio tutto tutto

tanto è vero che un giorno


...


ehm...

aspettate un attimo,

in questo momento mi sfugge

cioè,

proprio precisamente precisamente

non me lo ricordo,

ma poi in fondo

cosa potrà mai succedere un giorno?

facciamo che andiamo avanti dai,

mi sa che è meglio...

allora...

nono,

cambiamo storia e ricominciamo daccapo...

massì...

 

cera un'avolta un'uomo

(ho una dona, fate voi)

accui piacieva schrivere st'orie

solo ce haveva un picolo probblema

che pero non vi dir ho

perche sarebe indelichato

nei sui con fronti...

e all'ora faciamo

che riccominciamo anchora...

 

c'era una volta un uomo

(o una donna, fate voi)

che aveva un piccolo problema

quando cominciava una storia

subito pensava a come finirla

ma...

(e questo è il bello)

non sapeva mai come finirla

pensa e pensa

ripensa e ripensa

e alla fine se ne usciva sempre

con qualche fantasiosa scappatoia

tipo:

"avrei voluto continuare,

ma...

mi dispiace

è finito l'inchiostro

e allora mi tocca finire qui

ciao ciao"

però con l'avvento dei computer

questa scusa

aveva cominciato a fare acqua

un po' da tutte le parti...

ma lui non s'era perso d'animo

e scriveva cose del tipo:

 

"c'era una volta un uomo

(o una donna, fate voi)

che aveva un grande avvenire davanti a sé

per esempio un giorno

cominciò a camminare e camminare

fino ad arrivare in un bosco dove

incontrò un piccolo gnomo

...ops,

mi dicono c'è un problema,

facciamo che la storia finisce così?

non è colpa mia

è che ho saputo

che sta per mancare la corr


scritto da foil | 10:04 (permalink) | commenti (10) | vola verso l'alto...


lunedì, maggio 28, 2007

c'era una volta una zanzara

che voleva andare a cercare

zenzero in zanzibar

ma mentre volava verso lì...


zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz


si addormentò...

(avevate mai fatto caso

che il rumore

del volo di una zanzara

e quella del suo dormire

sono simili?)


era stata punta

dalla mosca tse tse

la mosca più supponente

che ci sia

guardava tutti con alterigia

e non volava mai verso est

il che non era sollevante

guardava sempre infatti dove

c'era l'ultima stella d(')estate...


"stella, stellina

la notte si allontana"

cantilenò la mamma

svegliando la bambina


lei stropicciò gli occhietti

"perché mi hai svegliato mamma?

ho tanto sonno..."


"una vocina me lo ha chiesto

e poi devi andare a scuola"


stella spalancò gli occhi,

quasi sorpresa,

si rigirò a pancia in giù

la faccia nel cuscino...


"non mi sento bene"

disse a bassa voce

il cuscino

soffocava le sue parole però...


"che hai detto?"


la bambina alzando il viso

poggiò il mento sul cuscino

e ripetè

con voce un po' roca

"non mi sento bene,

mi sa che ho la febbre"

e di nuovo faccia in giù...


"fai sentire un po'"

disse la mamma appoggiando

le labbra alla fronte di stella...

"non scotti mica tanto sai?"

poi sorrise...

"però,

adesso che ci penso,

capitava spesso

la stessa cosa

anche a me

quand'ero piccola,

forse allora,

è una cosa ereditaria..."


si tolse le scarpe

e si infilò sotto le coperte


stella sorpresa disse

"mamma che fai?

non devi andare al lavoro"


"sìsì" rispose

"me la ricordo bene quella febbre

veniva sempre al mattino...

e mi sa

che è pure contagiosa"

affondò la testa nel cuscino

e disse con voce soffocata

"mi sento la febbre pure io oggi,

massì niente lavoro..."


stella cercò la mano della mamma,

mamma cercò la mano di stella...


scritto da foil | 01:45 (permalink) | commenti (7) | vola verso l'alto...


martedì, maggio 15, 2007

il dentista invece

data la bassa mole di affari

decise di trasferirsi

nel deserto dei tartari,

si fermò alla fortezza bastiani

e aspettò che passasse

il primo convoglio...

aspettò e aspettò,

ma niente...

allora decise di

aspettare aspettare e aspettare

ma neanche a parlarne...

il convoglio insomma

era senzavoglia...

di camminare non gli andava,

di correre... figuriamoci,

di dentisti lì, naturalmente,

non ce n'era bisogno

(poteva al limite riparare

i merli della fortezza,

ma quelli volavano sempre via)

diciamocelo:

era disperato...

è triste vedere un dentista

vagare per il mondo

senza sapere cosa fare,

credetemi...

ma poi l'illuminazione:

ecco,

avrebbe venduto zucchero filato...

e allora si che avrebbe fatto affari...

al solo pensiero

già si fregava le mani,

sorrideva un po' sbilenco

e immaginava

il suo doppio studio

dolciario/dentistico...

urca, che impresa,

e com'è che non gli era venuta prima?

quasi da catena di (s) montaggio

dei denti, naturalmente,

e senza bisogno di denti

(di ingranaggio)...

ed ecco,

finalmente il giorno,

in un attimo: "the day"...

la tanto attesa inaugurazione:

tra squilli di tromba

e tamburi tututum,

(on) accese la macchina,

quella dello zucchero intendo,

e cominciò a lavorare

quella bianca sofficità

appiccicosa, appetitosa,

troppo invitante per...

e no (off), non poteva continuare,

ma che gli era saltato in testa?

far ammalare le persone

non era poi sto gran progetto,

quasi quasi se ne vergognava...

zitti tutti tututum e perepè

l'è tutto da rifà...

ooooooohhhh... fece la folla delusa

ma come?

noi s'aspettava il buffet...

dolci buoni e champagne a pioggia

per la nuova attività...

pioggia?

si disse il dentista (ormai ex)

e perché no?

e (on)

riaccese la macchina dello zucchero,

e ogni puff che faceva

non lo arrotolava sul bastoncino...

ne saggiava la dolcezza,

la consistenza

e poi...

olè

via su nel cielo...

oooo, ma sono le nuvole...

e una

e due

e tre

e olè

e quattro cinque e sei...

le nuvole salivano,

il pubblico salivando

le seguiva con gli occhi

(anche se

non gli sarebbe dispiaciuto

seguirle altrimenti...)

e tutte quelle nuvole dove andavano?

e indovinate un po'?

proprio sulle montagne

da cui nascevano:

 il fiume miele

e il torrente nocciola

(per non parlare poi

del rio della mandorla)...

a chiudere il cerchio insomma...

e lì si scioglievano:

piovevano zucchero...

e dio sa se ce n'era bisogno...

da quelle parti,

(e un po' in tutto il mondo,

 a dire il vero)

ultimamente,

si registrava siccità di dolcezze...

ma ora, finché tutto rimaneva su (on)

fine delle malinconie,

sì, anche delle malinconie dei dentisti,

perché, se solo lo vogliamo,

c'è posto per tutti al mondo,

fammi spazio,

allarghiamo il girotondo...


scritto da foil | 00:58 (permalink) | commenti (6) | vola verso l'alto...


sabato, aprile 28, 2007

C’era un volta,

e forse c’è ancora

(non sono mica

andato a controllare…)

una valle amena,

al cui centro,

piccolo

(ma non troppo)

e tondo

(ma non proprio)

dimorava un lago.

Va bè, direte,

e che c’è di strano?

Sai quante ce ne sono

di valli così?

Forse sì,

(anche se non dovrebbe mai

diventare un’abitudine

sapere che ancora

esistono posti del genere)

allora facciamo che il lago

non era un lago normale…

Facciamo che era

un lago di torrone…

Con immissari

il fiume miele

e il torrente nocciola

(per non parlare

del rio della mandorla)

ed emissari…

Ehm, no…

Gli emissari non servivano…

Bastavano già i valligiani

a tenere a bada

il livello delle acque,

e questo

nonostante fossero spesso

(e forse anche volentieri)

impetuose

(e mica poco…)

E per valligiani

non intendo mica

solo bambini…

Adulti, bambini, vecchietti,

e chi più ne ha più ne metti

(cambio vocale

per fare una rima)…

Successe però un giorno,

che un abitante della città,

pensò

(bene? male?)

di impiantare in riva al lago

uno studio dentistico,

prospettando chissà quali affari

vista la natura del lago…

E invece no…

Nessuno soffriva mai di carie lì…

E vai a capire perché

(no non la cercate,

non c’è una morale

in questa storia,

molari invece sì

quanti ne volete

e tutti sani per giunta…)

Tutti erano felici insomma,

tranne il dentista,

che scalciava le pietre

fuori dell’uscio del suo studio

tenendo gli occhi bassi…

Venne qualcuno

a dirgli qualcosa?

No, non mi risulta…

Arrivò il lago da lui

in un’improvvisa esondazione

a renderlo felice?

Neanche,

i valligiani erano sempre

molto “attenti”

a che ciò non accadesse…

E allora?

E allora boh,

non so come finisce questa storia,

anzi, mi stupisco sempre

quando so come finiscono…

Forse l’unica soluzione che ho

è andare sul posto a controllare

e poi farvi sapere…

Semmai decidessi di tornare...

;)


scritto da foil | 00:16 (permalink) | commenti (6) | vola verso l'alto...


giovedì, marzo 15, 2007

ALMENO PER ME

 

chi è che può dire

dove,

quando,

perché finisce il mare?

io vi ho camminato accanto

per giorni e giorni,

mesi e mesi,

anni e anni,

ma la fine no,

non l´ho intuita nemmeno,

mai...

adesso siedo qui,

la sabbia che gioca tra le dita dei piedi

lo so,

forse non riuscirai a capire,

e forse non è nemmeno importante,

siamo stati onde,

onde nello stesso mare,

e a volte, anche solo questo, basta...


scritto da foil | 16:25 (permalink) | commenti (11) | vola verso l'alto...


domenica, febbraio 04, 2007

le piace l'austro,

dice che le da pace...

generalmente,

a quell'ora del mattino,

soffia

e lei non dorme più...

porta la pioggia,

ma lei non lo sa,

guarda il mare lungo

mangiarsi la sabbia

e s'innamora...


scritto da foil | 02:46 (permalink) | commenti (5) | vola verso l'alto...


giovedì, gennaio 18, 2007

ci sono semi

che aspettano

per tempi lunghissimi

il momento giusto

per germogliare…

dormono nella terra

e dimenticano persino

di esistere…

eppure…

una goccia d’acqua,

un refolo di vento

che li sposta,

giusto un po’ più in la,

a volte basta…

forse,

sono semi

che hanno bisogno

giusto di un attimo in più…

di fiducia…

non svellere la terra,

spesso,

è un atto d’amore…


scritto da foil | 09:11 (permalink) | commenti (5) | vola verso l'alto...


lunedì, dicembre 04, 2006

lei guardava altrove...

troppo intensa

per poter essere serena,

o, almeno,

per poter esserlo fino in fondo,

per poter esserlo del tutto...

lui se ne accorse

e...

"a chi pensi?" le chiese,

ma lei non lo sapeva...

forse neanche lo ascoltava,

chiusa com'era

in uno spazio troppo piccolo

per contenere qualsiasi cosa,

ma anche troppo grande

da riuscirlo in qualche modo a colmare,

per poter infine, almeno una volta,

provare a riuscire a superare

quella immensa,

continua,

assurda,

paura del vuoto

che continuamente

l'attanagliava...

si voltò,

ma era come se non guardasse...

"non so" rispose...

poi tornò a guardare altrove...


scritto da foil | 20:43 (permalink) | commenti (8) | vola verso l'alto...


mercoledì, ottobre 18, 2006

"dov'eri?"

gli chiese quando lo vide tornare...

le sorrise

"beh, lo sai,

ti sembrerò ripetitivo forse,

ma come al solito ero altrove..."

"sì di questo me ne ero accorta,

eri qui seduto accanto a me,

e guardavi fisso davanti

quasi senza battere le palpebre

come se..."

"come se"

la interruppe e continuò

"come se mi trovassi a passeggiare

in un bosco,

attorno a me

sentivo muoversi le foglie

e sapevo

che c'era qualcuno

ad accompagnarmi

in quel mio camminare,

forse qualche piccolo animaletto,

forse solo il vento

che genera il fruscio,

non cercavo di capire

cosa o chi fosse,

nel mio andare

non era poi così importante

anzi,

chiudevo gli occhi

e senza neanche vedere il sentiero

mi lasciavo camminare,

trasportare dagli odori

dai suoni

che mi abbracciavano intorno..."

"sai,

a volte mi accorgo

che non mi basta più ascoltarti,

leggere le cose che scrivi,

credo piuttosto che vorrei guardare

quello di cui mi dici,

quello di cui favoleggi"

fece una pausa...

"credi che un giorno

potrò mai raggiungerti

in uno dei tuoi altrove?"

aggiunse

con un pizzico di malinconia nella voce...

lui sorrise...

"davvero vuoi che ti risponda?"

lei si strinse al suo braccio...

"no" chiuse gli occhi...

"non me lo dire..."

chiuse gli occhi anche lui,

nel buio avvertì più forte la stretta

aprì la bocca per dire...

lei piangeva...

lui non disse...


scritto da foil | 11:46 (permalink) | commenti (9) | vola verso l'alto...


sabato, settembre 23, 2006

vieni d'autunno

come le montagne

che non ho visto mai...

come un tepore che resiste,

ultimo scampolo d'estate,

ma che ha tempo abbastanza

per abbracciare

una volta di più...

come se fosse

il primo amore di primavera

quello che fa soffiare

il giallo dei crochi

nell'aria d'azzurro mattutino...

proprio lui,

quello che fa nascere

i primi fili d'erba,

le gemme dai rami spogli,

quello che fa scrollare

dal lungo letargo andato...

perchè, lo sai,

c'è amore abbastanza

in un solo prato

da far vivere

tutto il mondo intorno...


scritto da foil | 00:37 (permalink) | commenti (7) | vola verso l'alto...


lunedì, settembre 11, 2006

accadde

un giorno come un altro,

che scomparve...

non tra i flutti

non tra i cespugli

improvvisamente scomparve

come dissolto nell'aria

senza che neanche lo volesse

senza che nessuno

lo avesse chiesto

senza alcun

pericolo incombente

con tante altre cose

ancora da dire

con tante altre cose

ancora da fare...

semplicemente scomparve,

senza un perché,

senza una motivazione,

senza una volontà

che lo avesse desiderato

né sua né altrui,

scomparve,

completamente,

lasciando chi era rimasto,

a contemplare uno spazio vuoto,

un angolo di mondo

dove, d'improvviso,

qualcosa che non aveva senso

era accaduta...

e proprio nell'assenza di senso

tutto acquisiva

la dimensione del sublime...

mentre lui,

dovunque fosse ora,

se da qualche parte era,

del tanto affannarsi

di persone,

forze dell'ordine,

scenziati,

intorno al punto

dov'egli era scomparso

forse avrebbe riso,

di tanta e tale

paradossale visibilità

che gli aveva dato

l'essere scomparso

così

come il vento nell'aria

quando si calma...


scritto da foil | 18:28 (permalink) | commenti (4) | vola verso l'alto...


giovedì, agosto 17, 2006

c'era un ragazzo

che come me

amava andare a TN e BZ...


e non a caso ho messo

le sigle di provincia...

le città possono anche

non essere male:

Trento

con il castello del Buonconsiglio

e la Cattedrale con annessa piazza,

Bolzano con via dei Portici

e il lungofiume...

ma le province

(soprattutto BZ)...

beh, le province

(BZ, in alto a destra

per chi viene da Sud,

quasi al confine con l'Austria,

diciamo più o meno,

massì diciamolo,

Dobbiaco...)

sono,

e per (spero)

ancora tanto tempo saranno,

qualcosa di assolutamente magico...

beh sì,

le Dolomiti intendo,

un luogo talmente fatato

che se anche non conosci

le leggende di Fanes,

di Re Laurino

e del suo giardino di rose,

di Ondina del lago di Carezza,

o dei monti pallidi,

lo capisci da solo

che qualcosa di magico

dev'essere avvenuto...

e, d'altronde,

una volta erano barriere coralline,

non si può

non aver conosciuto il mare

per riuscire ad avere

tale e tanta perfetta armonia...

sì lo so,

sto divagando come al solito

e non so neanche

chi dei miei 4 lettori

sarà arrivato fin qui

(non è falsa modestia

di manzoniana memoria,

ormai

siete proprio in 3 o 4 a leggermi...

a proposito,

ne approfitto per dirvi grazie...)

beh,

questo ragazzo

di cui scrivevo,

un giorno che tornava dalle Dolomiti

dopo esservi stato

per la prima volta,

e forse per questo

ancora stordito in parte

da tanta bellezza,

dimenticò alla biglietteria

della stazione di Trento

uno zaino...

forse fu anche l'eccessiva foga

con cui si lanciò a prendere

il treno al volo

(mancava un minuto alla partenza

più o meno...)

fatto sta che solo quando fu sul treno,

e,

naturalmente,

dopo che le porte si furono chiuse,

si accorse di non avere con sé

il suo amato zaino nero

(o a scelta grigio scuro)

compagno di mille avventure...

resosi conto

che ormai non c'era più nulla da fare,

si rassegnò a scendere

alla stazione successiva

e si sedette...

una delle persone

che erano sedute di fronte

e che, evidentemente,

avevano ascoltato

i ragionamenti del ragazzo

fatti a voce alta,

gli si avvicinò,

con una mano tesa,

piena di caramelle...

lui la guardò,

loro erano una famiglia di zingari,

gli sorrisero...

"non ti preoccupare"

disse la donna che si era avvicinata

"lo zaino lo ritroverai,

adesso prendi queste caramelle,

non essere triste..."

non che lui fosse triste in verità,

ma adesso era sicuramente felice...

potenza delle caramelle?

conoscendo lui,

sicuramente anche quello,

ma forse soprattutto qualcos'altro...

"sapete" disse"

"se non avessi lasciato

lo zaino alla stazione,

forse non vi avrei conosciuto...

le cose che ho nello zaino

le potrò comunque ricomprare,

questo invece è un bellissimo regalo

che porterò dentro per smepre..."

(e infatti ancora oggi,

a distanza di anni,

quel ragazzo ne scrive...)

prese le caramelle

dalle mani nelle mani,

come fosse stata acqua,

poi prese le borse

per scendere alla prima fermata:

Rovereto,

per poi tornare indietro

alla ricerca dello zaino perduto...

il tempo di un ultimo sorriso

e poi via...

ma mentre scendeva dal treno

un dubbio lo prese,

che fosse davvero,

come dicevano in molti,

un ragazzo fortunato?

 

p.s.

ah, a proposito,

a possibile conferma dell'ultima frase,

sì,

lo zaino lo ritrovò...


scritto da foil | 15:30 (permalink) | commenti (5) | vola verso l'alto...


venerdì, luglio 28, 2006

non sei anche tu

spesso stanca di ricominciare

ogni volta a fare e disfare?

per quanto riguarda me,

so solo che,

ogni tanto,

vorrei diventare invisibile

una volta in più,

per sparire

dove nessuno sa

dove nessuno può raggiungermi

neanche per chiedere

"come stai?"

sto bene,

sai,

ma mi capita di esser stanco

e non so, ogni volta,

come faccio a ritornare...

 


p.s.

ti amo


scritto da foil | 15:31 (permalink) | commenti (3) | vola verso l'alto...


sabato, luglio 15, 2006

Ho il braccio che mi fa male

e scrivere mi sembra una tortura

ma ormai non mi rimane che questo.

Qui fuori ogni cosa è desolazione

preferisco rimanere in casa...

E poi,

dovunque andassi,

rischierei di non incontrare nessuno

o, anche se fosse,

occhi sfuggenti

si volterebbero altrove

per sfuggire il mio passo incerto.

No,

preferisco rimanere qui,

nella sicurezza apparente

che mi regalano

queste quattro mura con finestra

con vista sulla devastazione della terra.

Qui intorno non cresce più erba

o sono io ad essere non più capace

di trovare fiori

negli interstizi dei marciapiedi?

Gli alberi, ciminiere fumanti,

scenderò ancora a passeggiare

lungo gli argini scuri dei fiumi d'asfalto?


scritto da foil | 16:05 (permalink) | commenti (2) | vola verso l'alto...


venerdì, giugno 30, 2006

aveva gli occhi rivolti all'insu,

come a voler contare stelle in cielo...

solo che di primo mattino,

e non primissimo,

in una giornata azzurra,

stelle che non siano il sole,

è difficile incontrarne,

almeno in cielo...

ma lui guardava in su

e guardando sorrideva

a che cosa non lo so,

forse alle pecore di lana di nuvola,

forse alle strade bianche degli aerei

chi può dirlo?

forse neanche lui...

ma sorrideva...

e, intorno,

tutto il mondo illuminava...


scritto da foil | 08:26 (permalink) | commenti (4) | vola verso l'alto...


mercoledì, giugno 21, 2006
lei era troppo piena di se

però senza accento

(non mi riferivo a però

riguardo l'accento

altrimenti avrei scritto di frutta)

non che facesse male,

intendiamoci....

solo che ad ogni passo,

ad ogni gesto,

gli veniva il dubbio

che non avesse fatto quello giusto

che non avesse fatto abbastanza...

“e se...”

“e se...”

continuava a ripetersi in testa

continuando i suoi dubbi appena cominciati

nelle maniere più disparate,

tanto che nel domandarsi così tanto

rischiava davvero che quell'accentino

come una foglia facesse capolino

mutando il se in sé...

e un giorno proprio questo capitò,

ma lei non se ne accorse

troppo presa com'era dai suoi dubbi...

ma la lettera “e”

subito si sentì stanca

per il peso,

soprattutto di significato,

che l'accento le arrecava

e chiese alla vocale che veniva dopo di lei

di sostituirla per un po'...

la “i” disse “perché no?”

e infatti mutò la parola in “sì”...

e in quello stesso momento

tutte le prospettive del mondo mutarono,

lei non seppe mai perché

non riuscendo a rendersi conto che spesso

sono proprio le cose più semplici

quelle che facciamo fatica a capire...

scritto da foil | 13:32 (permalink) | commenti (6) | vola verso l'alto...


mercoledì, aprile 19, 2006

non ascolterai

una musica che ho pensato per te,

perché prima di parlare

sei già stanca di ascoltare...

forse cerchi un silenzio

che non ti sanno dare

e hai scelto me

come compagno in questo…

o forse no...

ma mi piace credere di aver capito

che stiamo giocando...

mi piace pensare che piano

mi passi il gesso colorato

tra le mani chiuse

e mi sorridi...

ti sorrido anche io,

complice,

ma un angolo della bocca

m'indugia verso il basso,

verso quella voglia

di farti ascoltare

guardare o toccare

cose che non ti potrò mai

in altra maniera raccontare...

perchè un attimo

vola via troppo in fretta

ed io non so come fare,

per prenderlo e portarlo

su su,

fino ai monti

dove tu

notte e giorno riposi...

ma è solo un breve indugiare...

poi, presto,

quell'angolo della bocca

torna in su

diventando un sorriso

che dice tante cose

a chi le sa o le vuole ascoltare...


scritto da foil | 22:00 (permalink) | commenti (13) | vola verso l'alto...